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Articoli, interviste e discussioni

Editoriale: Etica della responsabilità: applicazioni e problemi
di Federica Buongiorno e Andrea Pinazzi leggi | anteprima«[...] storicamente, in tutte le società complesse in cui individui senza legami di sangue né di clan vengano in contatto tra loro, la funzione regolatrice del governo è sorta e si è dimostrata indispensabile proprio per far rispettare certi principi morali. Appellarsi ai principi è un primo passo necessario per portare a comportamenti virtuosi, ma da solo non è sufficiente […] Il fatto che la responsabilità sia nostra non dovrebbe lasciarci delusi, ma ottimisti. La mia ipotesi non è moralistica e non mira a definire chi abbia torto o ragione, chi sia egoista o generoso, malvagio oppure buono. È invece una previsione, basata su quello che ho visto capitare in passato». Jared Diamond indica con queste parole...

Interviste:
Un'etica dell'estetica musicale. Intervista a Elio Matassi
a cura di Federica Buongiorno e Andrea Pinazzi  leggi | anteprimaAllievo di Emilio Garroni, Elio Matassi è attualmente Professore ordinario di Filosofia morale e Direttore del Dipartimento di Filosofia presso l'Università di Roma Tre. Dapprima studioso di idealismo tedesco e in particolare di Hegel (cfr. Le Vorlesungen-Nachschriften hegeliane di filosofia del diritto, Sansoni, Roma 1977; Eredità hegeliane, Morano, Napoli 1992), si è poi dedicato allo studio del pensiero del giovane Lukàcs (cfr. Il giovane Lukàcs. Saggio e sistema, Guida, Napoli 1979) sino a concentrarsi, in tempi più recenti, sul rapporto tra estetica musicale e riflessione etica. Proprio su quest'ultimo intreccio, che si condensa nell'elaborazione di un'originale “filosofia dell'ascolto”...

Articoli/1:
Il soggetto non basta. La "responsabilità" di Hans Jonas
di Francesco Saverio Trincia  leggi | anteprimaIl quarto capitolo de Il principio responsabilità di Hans Jonas (sul quale in questa sede mi accingo a realizzare un esercizio di lettura in qualche modo paradigmatico ma circoscritto ai primi sette paragrafi, privo di ogni pretesa di completezza, trascurando quindi programmaticamente sia il complesso del libro in cui le pagine esaminate si inscrivono, sia la totalità del pensiero jonasiano) contiene il nucleo metafisico dell’«etica per la civiltà tecnologica». Tale nucleo merita di essere indagato micrologicamente, per cogliervi quel vero e proprio rovesciamento o meglio quel radicale ri-orientamento dell’etica moderna in senso antisoggettivistico...

Articoli/2: Un nuova concezione della responsabilità morale per affrontare le questioni dell'etica  pratica del XXI secolo
di Eugenio Lecaldano   leggi | anteprimaCome viene più volte giustamente ripetuto le questioni filosofiche si presentano con una peculiare struttura. Si tratta di spinte ad una riflessione e ad un approfondimento critico di problemi intorno al significato di nozioni e concetti che, pure presentando alcuni tratti di continuità con quelli affrontati dal pensiero, richiedono nuove risposte tenendo conto delle mutate condizioni di vita degli esseri umani. Questa struttura, che è propria probabilmente di tutte le aree problematiche della filosofia, risulta quanto mai ovvia con le questioni che possiamo fare rientrare nel campo della filosofia pratica...

Articoli/3: L'euristica della paura di Hans Jonas dinanzi alle sfide dell'ingegneria genetica
di Luisella Battaglia  leggi | anteprima Fin dove può arrivare la capacità trasformativa e manipolativa della nostra specie? Occorre determinare i limiti a priori, di ordine teologico o etico, alla ricerca applicata sul vivente o dobbiamo ordinare le pratiche di intervento al miglioramento della vita umana, in tutte le sue dimensioni? Due possibili risposte mi sembrano egualmente rovinose: quella prometeica – ispirata all’ideologia dello scientismo trionfante – e quella primitivistica – fieramente avversa al sapere tecnico-scientifico. Chi non crede che il destino dell’uomo sia infallibilmente garantito dal progresso tecnologico e, d’altra parte, non intende seguire gli apocalittici nella denuncia indiscriminata...

Articoli/4: Etica, etiche
di Edoardo Boncinelli leggi | anteprima Il problema morale nasce dalla vacanza degli istinti o, almeno, dalla loro attenuata interferenza. Gli animali “sanno” sempre come comportarsi, perché sono guidati dagli istinti e dai loro segnali diretti o indiretti. Il problema del comportamento si presenta invece per noi, a causa di un certo allentamento del controllo istintuale e per la concettualizzazione che noi diamo di tutti i problemi e in particolare di quelli della condotta. L’etica è la disciplina che si occupa da sempre del modo di comportarsi e che rappresenta ormai oggi un blocco monolitico, nonostante l’ovvia considerazione che si dovrebbe distinguere un’etica privata da un’etica pubblica e una prescrizione di comportamento da una descrizione e giutificazione dello stesso...

Articoli/5: Etica e sostenibilità
di Luca Davico  leggi | anteprimaIl motore di ricerca Google stima 9 milioni di pagine web riferite all’aggettivo “sostenibile”, più di 167 milioni nel caso dello stesso aggettivo in inglese. A una più attenta analisi, tuttavia, emerge come alla crescente diffusione di questo concetto corrisponda una sua notevole ambiguità, essendo «abbondantemente abusato in ogni contesto, soprattutto in ambito politico ed economico, a volte dichiaratamente con funzioni di copertura, come se parlando di “sviluppo sostenibile” o citando il termine “sostenibilità”, fosse automaticamente possibile azzerare o assolvere gli impatti di qualunque attività contrassegnata da questo attributo”...

Articoli/6: Informazione e etica della responsabilità
di Giancarlo Bosetti leggi | anteprimaDell’argomento proposto intendo considerare alcuni casi di forte e immediata evidenza, in modo che se qualcuno ritenesse che le sue implicazioni sul piano filosofico, deontologico o politico siano ovvie, abbia presto a ricredersi. Il tema dell’etica della responsabilità nell’informazione nei nostri tempi si affaccia spesso in forme drammatiche in episodi della storia e della cronaca che provocano un improvviso cortocircuito e scontri fisici, anche violenti, nel nome di una diversa cultura. Emerge in questi casi un contrasto capace di innescare il «clash of civilizations» in una delle forme più tipiche, com’è accaduto in occasione...

Articoli/7: Un femminismo senza donna
di Yves-Charles Zarka  leggi | anteprima«Il faut détruire, politquement, philosophiquement et symboliquement les catégories d’ ‘homme’ et de ‘femme’» (Monique Wittig; La pensée straight, éditions Amsterdam, 2007, p. 13). «Car il n’y a pas de sexe. Il n’y a de sexe que c’est qui est opprimé et qui opprime. C’est l’oppression qui crée le sexe non l’inverse» (Ivi; p. 36). «L’hétérosexualité est le règne politique sous lequel nous vivons, fondé sur l’esclavagisme des femmes» (Ivi; p. 13). «En consequence, le genre n’est pas à la culture ce que le sexe est à la nature; le genre, c’est aussi l’ensemble des moyens discursifs/culturels par quoi la ‘nature sexuée’ ou un ‘sexe naturel’ est produit et établi dans un domain prédiscursif» (Judith Butler; Trouble dans le genre. Féminisme et subversion de l’identité, Paris, La Découvert, 2005. p. 69). Questo è il modo in cui il pensiero postmoderno rimette in discussione il moderno! Quello che aveva affermato l’esistenza...

Articoli/8: Sincerità dei litiganti ed etica della narrazione nel processo civile
di Marco Gradi  leggi | anteprimaIn un famoso saggio apparso nel 1939 sulle pagine della Rivista di diritto processuale civile, Guido Calogero affrontava la vexata quaestio dell’obbligo di verità delle parti nel processo civile, domandandosi se i litiganti potessero legittimamente mentire in giudizio e, in particolare, se potessero esser leali mentendo1. L’occasione per una tale riflessione era stata offerta da una singolare vicenda legata alla riforma del codice di procedura civile allora vigente, risalente al 1865. Infatti, il progetto preliminare Solmi del 1937 aveva proposto di introdurre, all’art. 26, una norma del seguente tenore: «Le parti, i procuratori e i difensori hanno l’obbligo di esporre al giudice i fatti secondo verità e di non proporre domande, difese, eccezioni o prove che non siano di buona fede»...

Articoli/9: Sono forse il custode di me stesso? La responsabilità di sé come responsabilità originaria
di Paolo Costa   leggi | anteprimaQuando alla fine degli anni Settanta Hans Jonas si assunse il compito di perorare la causa del principio responsabilità contro i simultanei eccessi di disperazione e speranza suscitati dal culto moderno per il progresso, aveva forse sottovalutato il potere di attrazione di tale categoria e il suo radicamento nella concezione moderna del soggetto. Oggi, al contrario, chiunque intenda mettere a fuoco il concetto non può fare a meno di constatare come esso si situi al centro di una costellazione teorica non inferiore per densità a quella che si dispiega intorno ad altri due pilastri della visione del mondo moderna quali “libertà” o “persona”...

Articoli/10: Incompletezza normativa, inconsistenza normativa e responsabilità dell'agente nell'etica religiosa
di Daniele Bertini  leggi | anteprimaUna dottrina etica è eteronoma quando individua le ragioni R1, R2, … Rn che giustificano l'esecuzione di una azione moralmente rilevante A da parte di un soggetto x nei fini perseguiti dalle norme prodotte da una autorità normativa per x. Per autorità normativa per x si intende un soggetto morale o giuridico capace di imporre ad x la realizzazione dei propri fini F1, F2, … Fn sotto la forma di obblighi da ottemperare1. Pertanto, sia data una certa autorità normativa per x. Ne segue che ad x è dato un insieme di obblighi come nella situazione S esegui A per perseguire il fine F. Si consideri l'occorrere di S: un'etica eteronoma considera moralmente giustificata...

Articoli/11: L'etica psicanalitica e la dialettica della Legge
di Rocco Ronchi  leggi | anteprimaNel seminario sull’Etica della psicoanalisi (1959-1960), al termine della séance che chiude la Introduzione della Cosa, con il titolo redazionale Della legge morale, si trova la parafrasi lacaniana di un celeberrimo passo paolino contenuto nell’Epistola ai Romani (7,7). In realtà non è parafrasi ma citazione pressoché letterale che contiene soltanto «una piccolissima modifica» (2008, 99): al posto di «peccato» compare infatti l’espressione Das Ding, la «Cosa». «La Legge – scrive Paolo/Lacan ­– è forse la Cosa? Questo no. Tuttavia io non ho potuto prendere conoscenza della Cosa se non attraverso la Legge. Non avrei avuto l’idea di bramarla se la Legge non avesse detto non la bramerai» (2008, 98. Corsivo mio). Grazie alla Legge, la Cosa (il peccato) «suscita in me ogni sorta di bramosia»...

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Recensioni e note




F.S. Trincia, Freud e la filosofia
Morcelliana 2010
R. Di Castro, Testimoni del non provato
Carocci 2008
D. Di Cesare, Se Auschwitz è nulla
 Il Melangolo 2012



V. Sorrentino, Il potere invisibile
Dedalo 2011
V.G. Kurotschka, R. Diana, M. Bonino (a cura di), Memoria
Mimesis 2010
G. Piana, La verità dell'azione
 Morcelliana 2011



Altre recensioni:
F. La Porta, Barthes, Roland, Gaffi Editore 2011
M. Gatto, L. Viglialoro, L'esperienza dell'arte, Galaad 2011
E. Lojacono, Spigolature sullo scetticismo, Il Prato 2011
M. Carparelli, Giulio Cesare Vanini. Morire allegramente da filosofi, Il Prato 2011



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Ultimo aggiornamento: Febbraio 2012
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