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Liberalismo e Democrazia
Numero VII, Ottobre 2011
a cura di Andrea Pinazzi e Federica Buongiorno

Qual è il rapporto tra liberalismo e democrazia? Sono ancora, come voleva Guido De Ruggiero nella sua Storia del liberalismo europeo, due termini al tempo stesso in continuità e in antitesi tra loro? La tesi di De Ruggiero è troppo nota per dover essere più che accennata: egli individuava la continuità nei principi guida su cui poggiano comunemente una visione liberale del mondo e una concezione democratica della politica, ma metteva in guardia dallo spingere troppo oltre il parallelismo tra i due....

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Liberalismo e Democrazia. Conversazione con Alessandro Ferrara
a cura di Andrea Pinazzi e Federica Buongiorno

Alessandro Ferrara è Professore ordinario di Filosofia Politica all’Università di Roma Tor Vergata ed è stato Presidente della SIFP. La sua ricerca si concentra in particolare sui temi della validità normativa e del giudizio: tra le sue pubblicazioni più recenti, ricordiamo The Force of the Example. Explorations in the Paradigm of Judgment, New York, Columbia University Press, 2008; The Uses of Judgment, special issue of «Philosophy and Social Criticism», Vol. 34, 1-2, 2008. Ricordiamo inoltre, tra gli studi degli anni ’90: Justice and Judgment. The Rise and the Prospect of the Judgment Model in Contemporary Political Philosophy, London, Sage, 1999; Reflective Authenticity. Rethinking the Project of Modernity, London and New York, Routledge, 1998; Modernity and Authenticity. A Study of the Social and Ethical Thought of Jean-Jacques Rousseau, Albany, State University of New York Press, 1993. In questa conversazione, Ferrara ripercorre i capisaldi del proprio pensiero filosofico-politico, valorizzando l’inscindibilità, oggi, del nesso liberalismo-democrazia.

   
Prof. Ferrara, può spiegarci brevemente, sulla base dei Suoi riferimenti classici (non solo Kant, ma anche Arendt, Rawls, Dworkin, Habermas) come leggere oggi, a Suo avviso, il rapporto tra liberalismo e democrazia e quale dialettica o quale co-implicazione è riscontrabile tra i due?

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Ricerca personalizzata
Liberalismo e Democrazia
editoriale di Federica Buongiorno e Andrea Pinazzi [pp. 5-7]
John Locke and Liberalism
di Michael Zuckert [pp. 18-42] 
di Riccardo Fubini [pp. 43-69]
di Sergio Cremaschi [pp. 70-81]
di Stefano De Luca [pp. 82-104]
Tocqueville's contribution to the american reconciliation of greatness and justice in a true understandig of human liberty
di Peter Augustine Lawler [pp. 105-125]
di Dario Antiseri [pp. 126-141]
  






CORRADO OCONE, DARIO ANTISERI

NADIA
URBINATI

Liberali d'Italia
Rubettino 2011

Liberi e uguali. Contro l'ideologia individualista
Laterza 2011





FERDINANDO
MENGA
ALESSANDRO
FERRARA (a cura di)

L'appuntamento mancato. Il giovane Heidegger e i sentieri interrotti della democrazia.
Quodlibet 2010

Religione e politica nella società post-secolare
Meltemi 2009







Altre Recensioni:
ERMINIA ARDISSINO, Galileo. La scrittura dell'esperienza. Studi sulle lettere, ETS 2011





Articoli/1:
John Locke and Liberalism
di Michael P. Zuckert

John Locke is one of the preeminent names in the history of political philosophy.  He is often identified as the founder of the liberal tradition of political thought and as the author of the most compelling case for religious toleration. His achievements extend beyond moral and political matters for he was the founder of modern empiricism, a doctrine of how and what we can know, as well as being the author of important works in economics, theology, and educational theory. His work remains influential today, as is manifest in the revival of Lockean style political philosophy in the late twentieth century by thinkers like John Rawls and Robert Nozick...


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Articoli/2:
Voltaire. La libertà e il senso del limite
di Riccardo Fubini
Decisamente, e non da oggi, non tira buona aria per Voltaire, insieme ed ancor più per i suoi confratelli dell’età illuministica. Non mi riferisco soltanto alle reazioni da lui suscitate, che si protraggono sino al presente, con gli epiteti di relativismo, laicismo, miscredenza. A segnare un distacco, spinto fino all’oblio, sta la cultura della nostra modernità, che pure all’eredità illuministica pretende richiamarsi. All’opposizione dogmatica si risponde con altrettanto dogmatismo; all’ironia polemica succedono affermazioni identitarie, preclusive di ogni dibattito. E soprattutto l’amore di verità cede il luogo a una disinvoltura tutta retorica, che sgombera il campo da tutto quanto di faticoso e scomodo...


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Articoli/3: Adam Smith di sinistra
di Sergio Cremaschi
Un articolo di Salvatore Veca su L’Unità del 6 marzo 1997 aveva come sottotitolo Il mercato non è il demonio ma non innamoratevi di Adam Smith. Che c’era di sbagliato? Non il contenuto dell’articolo che insisteva sull’idea che la sinistra debba ritrovare i propri principi e che la tendenza a recepire una versione un po’ più progressista del verbo del liberalismo economico era un sintomo di senescenza. Quel che c’era di sbagliato stava nel sottotitolo, dove Smith era identificato ancora una volta con il Capitalismo. Da decenni nessuno fra gli studiosi smithiani dice più nulla del genere.
    In questo saggio mi propongo di offrire uno sguardo d’insieme su un’interpretazione dello Smith etico-politico che riprende i risultati dell’ultima fase degli studi smithiani...


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Articoli/4:
Liberalismo e democrazia in Constant
di Stefano De Luca

Nella vexata quaestio dei rapporti tra liberalismo e democrazia il riferimento a Benjamin Constant – e, in particolare, al suo Discorso sulla libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni – rappresenta una tappa obbligata, in molti casi una vera e propria chiave di lettura. Per lungo tempo è prevalsa l’interpretazione che vede nel Discorso e nella celebre critica a Rousseau l’emblema di un liberalismo distinto dalla democrazia, incentrato sulla libertà come condizione di indipendenza individuale, critico verso le tendenze egualitaristiche e statalistiche della democrazia e sempre pronto a denunciare i rischi liberticidi insiti nel principio della sovranità popolare...


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Articoli/5: Tocqueville's contribution to the american reconciliation of greatness and justice in a true understanding of human liberty
di Peter Augustine Lawler

According to John Courtney Murray in We Hold These Truths (1960), the task of American Catholics is to supply a theory adequate to the greatness of our Founders’ practical accomplishment. The dominant theory of our nation is Lockeanism, the theory of a middle-class country. We Americans, so the thinking goes, are basically beings with “interests” and so beings with “rights.” We are free beings who work and demand that everyone work for him- or herself. We are middle-class insofar as we’re free, like aristocrats, to work like slaves, and we’re enlightened enough to know we risk being suckered if we rely on the love...


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Articoli/6:
Siamo liberi perché fallibili
di Dario Antiseri

Notevoli sono i meriti dell’antropologia culturale con l’attenzione prestata alla “logica” delle culture “altre”, per lo sforzo teso alla comprensione dei “diversi”, e per il conseguente atteggiamento di rispetto generato da questa più diffusa comprensione. In ogni caso, resta tuttavia irrisolto il problema più impellente: un problema di natura filosofica. Di fronte alla pluralità di visioni del mondo e dell’uomo filosofiche e religiose, di fronte a concezioni etiche differenti e non di rado in irriducibile contrasto, si erge un interrogativo non evitabile: abbiamo un criterio – un criterio razionale – per scegliere un’etica invece che un’altra, una fede religiosa piuttosto che un’altra?...


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Articoli/7:
Elogio del romanticismo: Isaiah Berlin
di Francesco Saverio Trincia

Il romanticismo, che costituisce nel pensiero di Isaiah Berlin il rifermento storico dalle valenze assiologiche elevate a modello di quella che solo impropriamente si potrebbe definire una filosofia politica, e che meglio degli altri suoi temi (il liberalismo, il pluralismo e il pensiero russo dell’Ottocento, cui ha fatto riferimento Henry Hardy nell’introdurre la parziale traduzione italiana dell’epistolario) ne definisce l’antropologia politica, o la visione politica e l’interpretazione della storia moderna che discendono dall’opzione per una certa antropologia e per una certa configurazione culturale, merita appunto...

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Articoli/8: Fra natura e storia. L'eredità di Bobbio per il futuro del liberalismo. Un'ipotesi di lavoro
di Corrado Ocone

In questo saggio proverò a ragionare, con riflessioni sparse che ancora attendono di essere sistemate in una visione compiuta, su una suggestione che, mi sembra, se adeguatamente sviluppata, possa aiutarci a comprendere meglio la figura di Norberto Bobbio, facendocela collocare in modo consono nella storia intellettuale e politico-culturale del nostro Paese. D’altronde, Bobbio stesso ha cercato, a un certo punto della sua vita e attività di pensiero, di riflettere su se stesso, cercando di dare un senso generale, complessivo, storicizzandola, a una traiettoria intellettuale che, iniziata prima della seconda guerra mondiale, si è chiusa agli albori del nuovo millennio, in pratica con la sua morte fisica...


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Articoli/9: Religione e liberalismo: ragione pubblica, sfera pubblica, e pluralismo culturale
di Sebastiano Maffettone

Nel discorso d’apertura alla recente conferenza ‘Rebuilding the Dialogue with the Arab world’ (Roma, dicembre 2008), il poeta siriano-libanese Adonis si è concentrato su due punti: il primo riguardava la relazione tra il sé e l’altro, il secondo l’idea di verità. Le religioni, e in particolare le religioni monoteistiche, compromettono una sana relazione sé-altro e rendono pericoloso l’appello alla verità. Ciò è vero in quanto le religioni (monoteistiche) sono incapaci – ad avviso di Adonis – di comprendere le ragioni dei non credenti e affermano di possedere il monopolio della verità. La questione araba degli ultimi anni è in qualche modo legata a questa liaison dangereuse con la religione..


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Selezione dall'Archivio 


Numero VI
Ottobre 2011
Il sapere barocco:
tra scienza e teologia
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Giordano Bruno Werke. Intervista a Thomas Leinkauf

a cura di Lorenzo Ciavatta

I Giordano Bruno Werke, nuova edizione delle Opere italiane di Giordano Bruno curata e diretta dal Prof. Dr. Thomas Leinkauf (Università di Münster), rappresentano tanto il frutto di un lungo e complesso lavoro di ricerca cui hanno contribuito straordinari esperti, quanto il prodotto della collaborazione tra istituzioni scientifiche internazionali (Italienzentrum der Freien Universität Berlin e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli); al cosiddetto Bruno-Forschungsgruppe appartengono: Angelika Bönker-Vallon (Münster), Elisabeth und Paul R. Blum (Baltimore/Maryland), Eugenio Canone (Rom), Henning Hufnagel (Berlin), Sergius Kodera (Wien), Thomas Leinkauf (Münster)...


Schleier des Wissens. Athanasius Kirchers Strategien der Sichtbarmachung in Stadt, Museum und Buch

a cura di Tina Asmussen, Lucas Burkart, Hole Rößler
Unter den Emblemen, mit denen der Antwerpener Jesuit Guilielmus Hesius in seiner Emblemata sacra de fide, spe, charitate (1636) die drei christlichen Tugenden charakterisiert, findet sich eines, dessen pictura eine verschleierte Kerze zeigt. Während die Subscriptio, „Obscura lux oculus iuvat, gravat expedita“ – „Das verhüllte Licht erfreut die Augen, das direkte hingegen schadet ihnen“, auf eine alltägliche Erfahrung verweist, beziehen das voranstehende Motto sowie das nachfolgende Epigramm diese Erfahrung auf den Bereich des Glaubens...
 


Giulio Cesare Vanini: la scienza contro la teologia

di Francesco Paolo Raimondi
Sotto l’impulso di un razionalismo radicale che non ammette forme di subordinazione della ragione umana, Vanini traccia agli albori dell’età moderna, con un rigore che forse non si era mai visto prima, una netta linea di demarcazione tra teologia e scienza o filosofia. Si tratta, come cercherò di dimostrare, di una frattura drastica che non ammette nessuna possibile osmosi tra i due distinti e distanti campi d’indagine; nessun transfert tra l’apparato categoriale della teologia e quello del sapere scientifico; nessuna possibile contaminazione tra la metodologia improntata al principio ermeneutico-autoritativo della lettura e interpretazione del testo, proprio della teologia...







Numero V
Febbraio 2011
Di Aristotele si
dice in molti modi
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Francisco Suárez e l'aristotelismo. Intervista a Costantino Esposito

a cura di Jacopo Falà
Costantino Esposito è un’autorità indiscussa negli studi suareziani: oltre ad aver prodotto numerosissimi articoli, è il curatore della traduzione italiana delle prime tre Disputationes Metaphysicae, testo edito da Bompiani. Lo abbiamo incontrato per rivolgergli alcune domande sulla relazione tra questo dottore della seconda scolastica e la tradizione aristotelica, considerando l’importanza decisiva di quel momento di svolta nella commentaristica che fu la fine del secolo XVI.
    Professor Esposito, si è soliti considerare le Disputationes Metaphysicae di Suárez come un momento di svolta: la fine dell’epoca dei commenti letterali ad Aristotele...


Le strutture elementari della materia. Presenze aristoteliche in Giordano Bruno

di Lucia Girelli
Fin dai tempi della filosofia greca, uno degli argomenti imprescindibili della fisica era la teoria degli elementi, cioè delle parti prime, non ulteriormente scomponibili, che formano i corpi. Empedocle stabilì quali e quanti fossero, Platone parlò della loro genesi nel Timeo e Aristotele ne diede la più esauriente trattazione nel suo sistema cosmologico. Fu la dottrina peripatetica che si trasmise poi in Occidente e rimase la teoria fisica dominante fino all’età moderna ed è con questa dottrina che Giordano Bruno deve confrontarsi in base alle conseguenze dalla sua rivoluzione cosmologica.Lo Stagirita ancorava la sua teoria degli elementi alla struttura dell’universo: nel terzo libro del De caelo sosteneva che, come ai corpi composti...


À propos de l'efficace de la cause sacramentelle. Positions comparées de Thomas d'Aquin et Duns Scot. Conversazione con Irène Rosier-Catach

a cura di Marzia Caciolini
Riportiamo i momenti fondamentali di una produttiva e ben più ampia intervista che Irène Rosier-Catach, direttrice di Ricerca al CNRS nel settore "Histoire des Théories Linguistiques" all' Università Paris 7, e direttrice di studi relativamente alla sezione delle Scienze religiose all'École Pratique des Hautes Études, ci ha gentilmente permesso di rivolgerle. Abbiamo approfittato della sua presenza a Roma in occasione del seminario  Dante, De l'éloquence en vulgaire, che la prof. Rosier ha tenuto nella facoltà di Filosofia dell'Università La Sapienza nel febbraio 2010. È stata un'occasione preziosa per l'approfondimento di una tematica fondamentale della filosofia scolastica...







Numero IV
Ottobre 2010
Antropologie/II
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Antropologia della seconda natura

di Georg W. Bertram
Gli uomini, intesi come tali, non sono esseri naturali.  Con lo sguardo rivolto al concetto di uomo, questa tesi esprime un convincimento comune e familiare che contemporaneamente è da comprendere come uno snodo fondamentale per l’antropologia filosofica. In quest’ultima, sullo sfondo di questi scambi basilari, hanno luogo due differenti tendenze. La prima insiste su una peculiare dotazione dell’uomo, non naturale, nella conclusione della sua non appartenenza alla natura. Nella questione di questa peculiare dotazione, in proposito le classiche esplicazioni menzionano la mente o il linguaggio possedute dall’essere vivente uomo che viene così considerato come: zoon logon echon – animal rationale...


Lacan e l'antropologia: il problema del simbolo

di Sergio Sabbatini
Presente sin dalle origini, il tema del simbolo resta centrale nella psicoanalisi contemporanea: aldilà degli orientamenti, la simbolizzazione è un elemento decisivo nella pratica clinica, di fronte ai rischi di arroccamento narcisistico, autistico, del soggetto. Nella storia della psicoanalisi il problema del simbolo diventa presto lo spartiacque tra diverse concezioni del soggetto umano e della pratica analitica. Nel simbolo e in generale nel simbolismo si coagula l’incontro tra individuo e gruppo umano, tra singolare e universale. Quando Jung, con un netto cambiamento di paradigma rispetto alla vocazione scientista di Freud, introduce una lettura speculativa, neognostica, per rispondere alla complessità del problema, Freud (1916-1917) e i suoi allievi..


La riflessione di McLuhan tra antropologia dei media e teoria dell'arte

di Alessandro Alfieri
Potrà sembrare avventato affrontare un autore come McLuhan in relazione ad una problematica artistico-estetica, ma solo attraverso una lettura attenta de Gli strumenti del comunicare può emergere il nesso essenziale che l’indagine antropologica dell’autore intrattiene con la sua riflessione relativa alle arti. L’arte (dalla letteratura, alla pittura, al cinema…), nell’argomentazione di McLuhan, ha uno spessore determinante e costante, e ridurre il suo pensiero ad una mera «sociologia dei media» sarebbe un grave errore. Gli strumenti del comunicare non è un’analisi descrittiva e schematica dei nuovi mezzi di comunicazione; la seconda parte del testo è certo un’attenta fenomenologia di questi, ma ciò è sorretto da un fondamento..






Lo Sguardo
Rivista Elettronica di Filosofia
Edizioni di Storia e Letteratura
ISSN: 2036-6558
Ultimo aggiornamento: Ottobre 2011
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