Recensione a M. Filippi, L’invenzione della specie. Sovvertire la norma, divenire mostri, Ombre Corte 2016

RECENSIONI / Matteo Loconsole /

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Recensione Massimo Filippi Sovvertire la Norma Ombre Corte 2017

La condanna del pensiero antropocentrico, che ha posto e pone l’essere umano al centro dell’universo e lo rende, nell’accezione di Protagora, misura di tutte le cose, è il tema intorno al quale è costruito il libro di Massimo Filippi, professore ordinario di Neurologia presso l’Università “Vita e Salute” di Milano, edito da Ombre Corte. Osservatore, conoscitore e interprete privilegiato dell’universo, l’essere umano, in virtù della sua presunta superiorità naturale (ontologica), sarebbe l’unico in grado di classificare tutti gli esseri viventi, costringendoli all’interno di categorie da lui stesso costruite. Dall’alto della sua superiorità l’essere umano, riconoscendosi come unico animale razionale, si è fatto artefice di quella distinzione umano/non umano da cui ha derivato, in virtù di una presunta differenza sostanziale, una visione gerarchizzante. La specie umana sarebbe, quindi, l’unica a avere il diritto di governare su tutte le altre.

In realtà, come dichiara Filippi sin dall’introduzione del volume, la distinzione (gerarchica) tra umani e non umani, al pari di qualsiasi altra distinzione classificatoria, si fonda su un errore di partenza: «[…] l’idea che esista qualcosa di monolitico come “la storia de l’umanità” e “l’umanità” (p. 10). Come spiega l’Autore riprendendo le parole di Jacques Derrida e Judith Butler, i processi di classificazione e categorizzazione, ricercando e definendo le proprietà sostanziali dei molteplici individui e costruendo, sulla base di tali proprietà, le categorie normative attraverso cui giudicare e produrre classificazioni, sono stati spesso caratterizzati dalla sovrapposizione/contaminazione tra i concetti di natura, cultura e politica. Così è stata generata quella parodia in virtù della quale: «[…] gli enunciati e i dispositivi performativi sono mascherati nella forma di enunciati descrittivi e di leggi naturali […]» (p. 23)…

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